Thursday 8 January 2026 - 14:57
Governare con razionalità, contrastare la corruzione e orientare la società alla verità

L’autorità religiosa ha sottolineato che i responsabili devono affrontare e risolvere i problemi del popolo con razionalità e una gestione piena ed efficace, agendo con discernimento per prevenire la corruzione e le appropriazioni indebite nella società e amministrare correttamente il Paese.

Agenzia Hawzah News – Nel corso della lezione settimanale di etica tenuta presso la Moschea Azam di Qom, alla presenza di numerosi fedeli e di esponenti di diversi strati della società, l’Ayatollah Javadi Amoli ha rivolto un forte appello ai responsabili del Paese, invitandoli a operare con lungimiranza, senso di responsabilità e capacità gestionale. Egli ha ribadito la necessità di contrastare con decisione ogni forma di corruzione e appropriazione indebita e di amministrare con giustizia, competenza e integrità la pura e benedetta terra dell’Iran.

Nel commento alla sentenza 191 del Nahj al-Balagha, egli ha sviluppato una riflessione ampia e sistematica sulla vera natura del mondo, sulla fragilità della condizione corporea dell’essere umano e sul profondo legame tra lo scorrere della vita e l’ineluttabilità della morte. Dal punto di vista del Principe dei Credenti Ali (pace su di lui), l’uomo vive in una dimensione costantemente esposta a danni, calamità e a un logoramento progressivo e inarrestabile: non vi è giorno che trascorra senza che una parte della sua preziosa vita venga consumata, avvicinandolo gradualmente, passo dopo passo, al termine dell’esistenza terrena.

L’analisi è stata strutturata in due sezioni fondamentali. La prima è dedicata al corpo e ai piaceri corporei, ai quali molti uomini finiscono per consacrare tutte le proprie energie, orientando la vita verso il godimento materiale, il vantaggio immediato e le apparenze esteriori. In realtà, il corpo umano è un bersaglio permanente delle “frecce della morte”: malattie, incidenti, l’invecchiamento naturale, l’usura del tempo e le condizioni ambientali ne intaccano incessantemente l’equilibrio e la salute. Ogni beneficio mondano, infatti, si accompagna inevitabilmente alla perdita di qualcos’altro — tempo, forza o risorse — secondo una legge ineludibile che governa la vita materiale.

La seconda sezione riguarda la realtà eterna dell’essere umano, ossia lo spirito. A differenza del corpo, lo spirito non è soggetto a logoramento, diminuzione o dissoluzione, poiché appartiene a una dimensione immateriale e celeste. Esso cresce e si perfeziona attraverso la conoscenza, la riflessione, l’adorazione e una relazione consapevole e continua con Dio. Per questo motivo, anche se ricchezze, posizioni e successi mondani si dissolvono rapidamente e l’uomo lascia il mondo senza portare con sé i risultati materiali della propria esistenza, la crescita spirituale permane come l’unica ricchezza autentica e duratura.

In tale prospettiva, l’Ayatollah Javadi Amoli ha richiamato l’attenzione sulle straordinarie potenzialità spirituali del mese benedetto di Rajab, periodo privilegiato nel quale l’essere umano può conseguire abbondanti benefici spirituali senza sostenere alcun costo materiale. La preghiera, la recitazione del Corano, le invocazioni, la meditazione e le diverse forme di adorazione costituiscono strumenti di elevazione e di dialogo con Dio, attraverso i quali lo spirito si rafforza, si purifica e accresce la propria solidità, indipendentemente dalla durata e dai limiti della vita corporea.

Sul piano sociale e politico, egli ha ribadito che il compito essenziale del “sistema dell’Imamato e della Umma” consiste nello sradicamento della jahiliyya (ignoranza), obiettivo che non può essere realizzato senza una guida autorevole e un governo fondati sui principi divini. Molte delle ingiustizie, delle illegalità e delle distorsioni politiche e sociali che caratterizzano il mondo contemporaneo non sono il frutto di una semplice carenza di conoscenza, ma rappresentano manifestazioni chiare e persistenti della jahiliyya. Solo un ritorno consapevole al Corano, all’Ahl al-Bayt e all’Autorità divina è in grado di consentire il superamento di tale condizione.

In conclusione, elevando una preghiera per la salvaguardia della Repubblica Islamica fino alla manifestazione del suo autentico sovrano, l’Imam Mahdi (che Iddio ne affretti la manifestazione), l’Ayatollah Javadi Amoli ha espresso l’auspicio che i responsabili del Paese, operando con razionalità, senso del buon governo e retto discernimento, sappiano risolvere i problemi del popolo, contrastare con fermezza la corruzione e amministrare la società secondo giustizia, responsabilità e integrità.

A cura di Mostafa Milani Amin

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